4. Il “sovra indebitamento” e il piano del consumatore: la storia di una famiglia che ha riacquistato la dignità

Ti ho già parlato del sovra indebitamento e del piano del consumatore in questo mio precedente contribuito. Se mi hai seguito, sai già di cosa parliamo ma se non mi hai seguito non fa niente, ti rinfresco la memoria: il sovra indebitamento è la situazione di difficoltà economica in cui si viene a trovarsi una persona (privato o piccolo imprenditore) che, per ragioni indipendenti dalla propria volontà, non è più in grado di pagare i debiti contratti.

Se ti trovi in questa situazione non disperare, sono qui per proporti una via d’uscita. La legge n. 3 del 2012 (legge anti-suicidi) ha predisposto tre strumenti che consentono di tagliare il debito e permettono alle famiglie di riprendere una vita dignitosa e alle piccole aziende di rimanere sul mercato e continuare la propria attività (fresh start).
Uno di questi tre strumenti (il piano del consumatore) è dedicato esclusivamente ai consumatori che sono coloro che hanno contratto debiti per scopi estranei alla loro attività professionale o imprenditoriale e che non sono più in grado di farvi fronte.
Cerco di spiegartelo in maniera ancora più semplice: la tua famiglia è schiacciata dai debiti e non siete più in grado di pagare quanto dovuto ai creditori?
Se la risposta è si, non disperare e non cercare soluzioni alternative come la vendita o la donazione fittizia dei tuoi beni oppure, ancora, la costituzione di fondi patrimoniali vincolati per sottrarre i tuoi soldi alle pretese dei creditori: sono escamotage inutile e spesso controproducenti perché i tuoi creditori sono nelle condizioni di ottenere la revoca delle tue disposizioni e sarai costretto anche a rimborsare le spese legali!!!!
Un soluzione seria e praticabile è il piano del consumatore che ti consentirà di tagliare il debito in modo da renderlo sostenibile.
Riassunti brevemente i concetti principali voglio proporti una storia realmente accaduta per mostrarti che sto parlando sul serio.

La storia di una famiglia salvata dai debiti

La signora Franca (per ragioni evidenti non posso utilizzare il vero nome, ma tutte le altre informazioni riportare sono reali!) poteva contare sul suo stipendio essendo impiegata presso una ditta che le garantiva un lavoro a tempo pieno e stabile.
Era arrivato il momento, quindi, di coronare il sogno della vita (che dovrebbe essere un diritto di tutti): comprare una casa, creare il proprio focolare, un luogo dove tornare dopo una giornata di lavoro e poter dire, con soddisfazione, di calpestare il pavimento di una casa di proprietà!
Per comprare la casa, però, la nostra Franca ha dovuto ricorrere al prestito della banca che gli è stato concesso prestando in garanzia la busta paga che doveva rappresentare un’entrata sicura.
Oggi, quando parliamo di economia, c’è ben poco di sicuro: siamo in una fase di trasformazione dei cicli produttivi e, così, Franca ha perso improvvisamente il lavoro e, per far fronte ai debiti, non ha trovato altra soluzione che indebitarsi ulteriormente.
Franca, in questo modo, è stata travolta da un’esposizione debitoria per una somma complessiva di €100.539,77 con rate mensili per l’ammontare di €1.480,26. La nostra amica, per sopportare questo enorme fardello, è ricorsa all’aiuto della famiglia ma, pur unendo le forze con la madre e il padre, il reddito della debitrice non superava la quota mensile di €1.729,31: al netto della rate mensili rimanevano poco meno di €300,00 per soddisfare i bisogni primari.

Come è riuscita Franca a superare questo momento di grande difficoltà?

Franca si è rivolta al Tribunale chiedendo che, in assenza di un O.C.C. (Organismo di Composizione della Crisi da sovra indebitamento), venisse nominato un professionista delegato per la predisposizione di un piano del consumatore.
Ebbene, il Tribunale di Catania ha preso atto che la situazione debitoria di Franca era divenuta insostenibile e che l’impossibilità di pagare le rate mensili non era stata causata da una condotta sconsiderata: non era prevedibile la perdita del posto di lavoro!!!
Il Tribunale ha accertato anche l’inutilità di un eventuale vendita dell’immobile di Franca poiché ciò sarebbe stato controproducente anche per le banche: il valore commerciale dell’immobile non era sufficiente a soddisfare i creditori e, inoltre, Franca avrebbe dovuto ricorrere ad un’altra abitazione e pagare il canone di locazione peggiorando ulteriormente la propria posizione debitoria!!!!!
Il Tribunale di Catania ha, quindi, accolto la domanda di piano (decreto di omologa n. 828 del 2016, allegato al presente contributo, in modo che puoi vedere con i tuoi occhi), disponendo la falcidia (cioè il taglio) del 20% del debito principale, vantato dall’istituto bancario che aveva concesso il prestito principale per l’acquisto della casa, e del 50% dei restanti crediti vantati da altre banche e finanziarie! Il Tribunale ha, quindi, ridotto le rate mensili da pagare ad una somma non superiore a €400,00 mentre prima della presentazione del piano le rate ammontavano a €1.480,26!
Ricapitoliamo: la famiglia di Franca si era ridotta nella condizione per cui a fine mese, dopo aver pagato le rate dei vari prestiti, rimanevano all’incirca €300,00 per provvedere ai propri bisogni primari. Franca e la sua famiglia, grazie al piano del consumatore, hanno potuto riprendere fiato e ricominciare a vivere dignitosamente potendo contare su una somma mensile di €1.299,39 grazie alla riduzione sia delle rate mensili sia del debito complessivo.

Mi trovo in una condizione simile a quella di Franca, cosa devo fare e a chi mi devo rivolgere?

Se qualche tuo conoscente, o tu stesso ti trovi in una situazione simile a quella che ti ho raccontato, ciò che devi fare e rivolgerti ad un professionista che, come me, si è specializzato nella gestione della crisi da sovra indebitamento.
Un professionista specializzato è in grado di dirti se ci sono le condizioni per poter ricorrere al piano del consumatore.

Posso fare anche da solo?

La legge non richiede, nella fase iniziale della procedura, l’assistenza obbligatoria di una difensore di fiducia ma ricordati che durante la fase processuale sarà, invece, necessaria l’assistenza di un legale in quanto viene instaurato un vero e proprio contenzioso: è prevedibile che le banche e le finanziarie si opporranno al taglio del loro credito.
Fin dall’inizio rivolgiti, quindi, ad un avvocato o un commercialista specializzato nel sovra indebitamento!
P.S.: non preoccuparti della parcella del tuo avvocato, che in quanto professionista ha diritto di essere ricompensato per le prestazioni svolte, perché il piano del consumatore terrà in conto anche delle spese legali sostenute.

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Francesco Raccagna
Classe 1981, laureato in Legge presso l’Università di Pavia nel 2009, specializzato in Diritto Civile e Penale e abilitato presso la Corte di Appello di Milano. Dal 2015 é avvocato in proprio e presso uno studio associato di Marsala. Compagno di Francesca, ama il cinema, lo sport e la buona cucina.